Nuove regole UE per le etichette “eco e bio”

È stata presentata pochi giorni fa la nuova direttiva “Green Claims“, un insieme di regole che rivoluzioneranno il mondo delle etichette ‘eco’, ‘bio’ e non solo. Fa tutto parte del piano della Commissione Europea per combattere il greenwashing, il cosiddetto ‘ecologismo di facciata’. Sembra infatti che più del 50% delle dichiarazioni analizzate dall’UE fosse vaga o fuorviante, e addirittura il 40% privo di fondamento. Le aziende d’ora in poi dovranno fornire prove scientifiche per garantire la veridicità di ciò che dichiarano ai consumatori. Sarà quindi necessario dimostrare che la sostenibilità dei propri prodotti è reale, e non pubblicitaria, per evitare d’incorrere in pesanti sanzioni. Nello specifico verranno analizzati i seguenti punti:

  • greenwashing – cos’è questo fenomeno e quanto è diffuso;
  • green claims – cosa dice la nuova normativa europea;
  • sanzioni – cosa prevede la direttiva e come evitarle.

Cos’è il greenwashing

Il termine inglese greenwashing, ossia l’ecologismo di facciata, è una pratica ingannevole nei confronti dei consumatori. Si tratta di strategie comunicative che alcune aziende usano per far credere di avere un impatto positivo dal punto di vista della sostenibilità. Dato che il tema della tutela ambientale è estremamente importante oggi, le aziende che fingono di essere eco-friendly guadagnano una buona reputazione. In questo modo attirano quella fetta di consumatori più vicina a certe tematiche e aumentano il fatturato. Attualmente in Italia questa pratica rientra a tutti gli effetti nella categoria delle “pubblicità ingannevoli” e viene perciò controllata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Ma come riescono queste aziende nel loro inganno? Utilizzano spesso un linguaggio molto vago e generico, senza mai entrare nel dettaglio del loro impatto ambientale. Al contrario, alcune di queste imprese usano invece un linguaggio fin troppo tecnico, e quindi poco comprensibile ai consumatori non esperti. Le strategie comunicative sono davvero tante, ma tra queste troviamo sicuramente l’utilizzo di etichette false. Nel greenwashing, infatti, le aziende vantano prodotti ‘bio’ ed ‘eco’ senza mai accompagnarli coi fatti.

La percentuale italiana di aziende che praticano greenwashing è davvero molto alta, quasi il 50%. Secondo una ricerca di ConsumerLab, circa il 20% delle pubblicità trasmesse punta sull’aspetto green, ma solo una piccola parte di queste aziende è davvero impegnata ambientalmente. Questo è il motivo per cui la Commissione Europea ha deciso d’intervenire per combattere tale fenomeno, proponendo un nuovo pacchetto di regole a cui le aziende dovranno attenersi.

Le nuove regole europee

L’obiettivo della Commissione Europea con la nuova direttiva Green Claims è quello d’inserire norme più rigide a livello europeo per contrastare il fenomeno del greenwashing e smascherare i finti ecologisti. La finalità è tutelare i consumatori e le aziende che seriamente si impegnano per la sostenibilità ambientale. La riforma prevede che le autodichiarazioni ambientali riguardanti prodotti o servizi debbano essere verificate e supportate da prove scientifiche prima di essere comunicate ai consumatori. Le aziende dovranno quindi fornire un quadro completo del loro impatto ambientale. Coloro che decideranno di avere una “dichiarazione verde” sui loro prodotti dovranno rispettare delle norme sulla sostanzialità di tali dichiarazioni e sul modo in cui vengono comunicate.

Nello specifico:

  • le autodichiarazioni dovranno essere scritte in un linguaggio chiaro a tutti;
  • saranno vietate dichiarazioni ed etichette che usano il punteggio aggregato dell’impatto ambientale complessivo del prodotto, a meno che non siano compatibili con le norme UE;
  • si propone anche di regolamentare le etichette ambientali che spesso generano confusione nei consumatori. In particolare, l’UE ha deciso di concentrarsi su quelle con diciture ecologico, carbon neutralbiodegradabile, compostabile, bio, eco, 100% CO2 compensato;
  • saranno vietati nuovi sistemi pubblici di etichettatura, se non sviluppati a livello europeo. Quelli privati invece dovranno dimostrare di avere obiettivi di tutela ambientale più ambiziosi di quelli già esistenti;
  • verranno aggiunte anche regole specifiche riguardo la trasparenza e la verifica periodica dei marchi esistenti;
  • non sarà possibile fare comparazioni con un prodotto della stessa azienda o con quello di una concorrente.

In poche parole, ciò che l’Unione Europea chiede alle aziende è di dimostrare la veridicità di quanto dichiarato dal punto di vista del ciclo di vita del prodotto, dall’estrazione delle materie prime allo smaltimento. Secondo la Green Claims, ogni Stato membro avrà il compito di stabilire delle norme sulle sanzioni da applicare in caso di mancato rispetto delle nuove regole.

Consigli per evitare le sanzioni

Consigli per evitare le sanzioni

Come ha descritto la Commissione Europea, le eventuali sanzioni devono essere “effettive, proporzionate e dissuasive”, con cifre adatte alla natura e alla gravità della violazione. Possono essere incluse sanzioni pecuniarie che privino i colpevoli dei benefici generati dalle loro violazioni. Non solo, anche la confisca dei ricavi ottenuti con tali violazioni o l’esclusione temporanea da procedure di appalto, approvvigionamenti e finanziamenti pubblici.

Mentre in Europa avanza questa nuova normativa, in Italia l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ha istituito una task force specifica per la trasparenza contro il greenwashing. Ciò servirà a destinare in maniera corretta gli investimenti, in particolare quelli pubblici. Inoltre, sarà utile per sostenere quelle aziende che intendono davvero intraprendere un percorso di sostenibilità ed essere quindi certificate.

D’ora in poi i controlli saranno più serrati e il rischio d’incorrere in fastidiose multe è molto alto. Arrivati a questo punto è perciò evidente che non ci sono via di mezzo, è necessario rispettare le normative. Oltre a osservare attentamente le regole, è comunque possibile utilizzare anche altri metodi per rendere la propria azienda più green. Tra questi, ad esempio, c’è l’opportunità d’investire su nuovi macchinari, affidandosi a quelli che utilizzano tecnologie moderne permettendo di risparmiare energia e così di rispettare maggiormente la sostenibilità.

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